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Road to Dublin: il sogno europeo dell'Atalanta è realtà

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Ci sono eventi sportivi che non possono essere sempre raccontati, perché fanno parte delle emozioni che si vorrebbe tenere per sé. Bergamo domani si fermerà, per la seconda volta in una settimana, incollata davanti ad uno schermo, trepidante.

Ripercorrere un percorso sportivo, metafora della vita, può essere esaltante e neppure i protagonisti spesso sono in grado di raccontare con le parole le proprie imprese. Quest'anno l'Atalanta raggiunge, senza tema di smentita, il punto più alto della propria storia iniziata nel 1907. Non solo per i risultati ottenuti sul campo ma per una miscellanea di componenti che si sono composti come un puzzle multicolore dove spiccano, inossidabili e bellissimi nell'abbinamento, il nero e l'azzurro. Un tassello alla volta, una vittoria alla volta, un'emozione alla volta.

Ed eccolo questo puzzle, partendo dal cantiere della curva sud, prima inesistente, poi progressivamente cresciuto con i gradoni, la copertura, ed infine con i seggiolini a comporre la stilizzazione della Dea. La squadra che ha potuto amalgamarsi nuovamente tra eccellenti arrivi da rilanciare (Scamacca e De Katelaere su tutti) e vecchi protagonisti che hanno salutato la città ricambiati da affetto e riconoscenza (Zapata e Muriel). Il percorso in campionato, con qualche scivolone e tante vittorie che l'hanno portata nuovamente in Champions League. La cavalcata in Europa con le gemme delle vittorie a Lisbona (nei gironi) ed a Liverpool nel “tempio” di Anfield Road. La finale di Roma contro una Juventus utilitarista ed in bianco e nero non solo nel colore della maglia, capace di cogliere quel segno di stanchezza mentale e fisica dei ragazzi di Gasperini. Manca solo una “tessera” al puzzle e prende i colori della verde Irlanda. Inutile fare pronostici contro i teutonici imbattuti: saranno ancora una volta il cuore e la tecnica (riconosciuta in tutto il Continente) a sostenere le fatiche del campo (insieme gli 8.000 o giù di lì bergamaschi). Con buona pace di chi ricorda ogni volta, con un pizzico d'invidia, che non si sono ancora alzati trofei, dimenticando che se l'anno prossimo l'Italia avrà una quinta squadra nel massimo torneo europeo lo dovrà proprio a questa “provinciale” che da anni ha sempre il passaporto in tasca. Il pensiero va ai tantissimi bergamaschi che nel secolo passato hanno lasciato le nostre valli per farsi onore lavorando sodo in giro per l'Europa e per il mondo. Questa squadra, senza facile retorica, incarna quello spirito anche se quasi tutti i giocatori arrivano da lontano.

Allora le parole lasciano spazio al terreno verde ed al cammino che questa splendida squadra fatta di ragazzi dal viso pulito e dalla sfrontatezza dettata da un mix di gioventù ed esperienza ha percorso in Europa. Le immagini vanno lasciate scorrere in silenzio, ascoltando la voce del campo e degli spalti, sempre più animati da bambini, ragazzini e famiglie.

Perché lassù, sotto il cielo d'Irlanda, ci sarà Bergamo, la sua gente, la sua squadra. Da provinciale? No! Da orgogliosa rappresentante dell'Italia.



Questo è un articolo pubblicato il 21-05-2024 alle 22:18 sul giornale del 22 maggio 2024 - 168 letture






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